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Domande · Indirizzi

Cos'è la normalizzazione degli indirizzi e come si fa?

Normalizzare un indirizzo vuol dire verificare che esista e riscriverlo nella forma standard del recapito: la via per esteso con il suo qualificatore, il civico al posto giusto, il CAP corretto, il comune e la provincia coerenti tra loro. Si fa confrontando quello che è scritto con lo stradario e dichiarando ogni correzione.

Cosa vuol dire, in concreto

Lo stesso indirizzo si può scrivere in decine di modi: «v. leopardi 4», «Via G. Leopardi n. 4», «LEOPARDI 4 MILANO», con il CAP generico della città o senza. Per una persona sono tutti lo stesso posto. Per un archivio, per un corriere o per un programma che deve confrontare due schede sono stringhe diverse. La normalizzazione riporta ognuna di queste grafie alla stessa forma: Via Giacomo Leopardi 4, 20123 MILANO MI.

Per arrivare a quella riga il motore deve stabilire che il comune è Milano e non un omonimo, che a Milano una via Leopardi esiste ed è intitolata a Giacomo, che il civico 4 è nella zona con CAP 20123 e non nel 20100 scritto per comodità. Ogni passaggio è una verifica: se una via non risulta nel comune, o un civico non esiste in quella via, la normalizzazione lo segnala.

Cosa succede se non la fai

Le conseguenze si vedono in tre posti. Nelle spedizioni: una parte delle lettere e dei pacchi torna indietro o arriva in ritardo, perché il CAP sbagliato manda la busta nel centro di smistamento sbagliato e la via abbreviata non si risolve al primo colpo. Nell'archivio: la stessa persona finisce su due o tre schede, perché la ricerca per indirizzo non trova la scheda esistente scritta in un altro modo, e i conteggi per città o per zona non tornano. Nelle integrazioni: un gestionale, un CRM e un negozio online che parlano di clienti diversi solo perché ognuno scrive l'indirizzo a modo suo.

Il costo è sparso su più voci di bilancio: resi, comunicazioni doppie, tempo speso a cercare a mano, decisioni prese su numeri che contano due volte le stesse persone.

Come si scrive un indirizzo corretto

La forma di recapito italiana è fatta di quattro elementi, sempre nello stesso ordine:

  • Il qualificatore e il nome della via, per esteso: Via, Piazza, Corso, Largo, Viale, seguito dall'intitolazione completa. «V.le» diventa «Viale», «G. Leopardi» diventa «Giacomo Leopardi», «XX Settembre» resta come lo conosce lo stradario.
  • Il numero civico, dopo il nome della via, con l'eventuale esponente attaccato: «12/A», non «12 A» né «A/12». Scala, interno e piano non fanno parte dell'indirizzo: sono su una riga a parte, quella dell'edificio.
  • Il CAP, cinque cifre, specifico della via e del civico nelle città con più zone postali: a Milano, Roma, Torino o Napoli il CAP generico che finisce in 00 non identifica nessuna zona.
  • Il comune e la sigla della provincia, in maiuscolo, con il nome ufficiale del comune: la frazione, se serve, va sulla riga dell'edificio.

Il codice fiscale, il telefono e l'email non fanno parte dell'indirizzo, ma vanno controllati nello stesso passaggio, perché gli errori arrivano dalla stessa mano e dalla stessa fretta.

Come si fa in pratica

Un motore di normalizzazione lavora dal generale al particolare: prima il comune, poi la via nello stradario di quel comune, infine il civico e il CAP che gli spetta. Quando i dati scritti si contraddicono tra loro, sceglie e dichiara la scelta.

Il risultato è l'indirizzo riscritto più un esito: a posto, corretto con l'elenco delle modifiche, oppure da rivedere con il motivo (via non trovata nel comune, civico mancante, comune ambiguo).

Con RadarAddress la normalizzazione è la verifica dell'indirizzo: una alla volta dal sito, da un file Excel o CSV per un archivio intero, dall'API dentro il tuo gestionale o nel form del sito con l'autocomplete. Nello stesso passaggio sistema cognome e nome, corregge i refusi nell'email e controlla il codice fiscale, e restituisce le coordinate e i codici del comune. Il listino è nella pagina dei prezzi.

Normalizzare, validare, geocodificare: tre cose diverse

Validare vuol dire rispondere sì o no: questo indirizzo esiste? È il minimo, e da solo serve a poco: un no senza la correzione lascia il lavoro a te. Normalizzare vuol dire validare e riscrivere nella forma corretta, con le modifiche dichiarate: è quello che serve a un archivio. Geocodificare vuol dire aggiungere le coordinate a un indirizzo già risolto: utile per le mappe e le distanze, ingannevole se fatto su un indirizzo non normalizzato, perché un punto sulla mappa esce comunque, anche sbagliato. L'ordine giusto è sempre lo stesso: prima la normalizzazione, poi tutto il resto.

Lo stesso indirizzo, prima e dopo

Prima
v. leopardi 4
20100 milano mi
Dopo
Via Giacomo Leopardi 4
20123 MILANO MI

Tre modifiche dichiarate: la via per esteso con il nome di battesimo, il CAP della zona al posto di quello generico, il comune e la provincia in maiuscolo.

Le domande che seguono

Cosa vuol dire non effettuare la normalizzazione dell'indirizzo?

Vuol dire usare l'indirizzo così come è stato scritto, senza verificarlo. Funziona finché qualcuno lo legge e lo interpreta; smette di funzionare quando lo usa una macchina: un centro di smistamento, una ricerca in archivio, un confronto tra due schede.

Come si scrive un indirizzo in modo corretto?

Qualificatore e nome della via per esteso, poi il civico con l'eventuale esponente, poi CAP, comune in maiuscolo e sigla della provincia. Scala, interno, piano e frazione sono su una riga a parte, quella dell'edificio.

La normalizzazione cambia il significato dell'indirizzo?

No: cambia solo la forma. Quando la forma corretta non si può stabilire con certezza, per esempio una via che non risulta nel comune, l'indirizzo resta com'è e l'esito lo segnala.

Serve anche se le lettere arrivano lo stesso?

Sì, per l'archivio. Un indirizzo scritto in tre modi diversi fa tre schede della stessa persona, tre conteggi sbagliati e tre invii. La normalizzazione è il presupposto della deduplica.

Posso normalizzare gli indirizzi mentre vengono inseriti?

Sì, con l'autocomplete nel form e con l'API al momento del salvataggio. È il modo più economico: un indirizzo corretto all'ingresso non va corretto dopo.

Quanto tempo ci vuole per un archivio intero?

Un file si carica e si elabora in coda, riga per riga, fino a un milione di indirizzi in un lavoro solo; a fine lavoro arriva un'email con il risultato e il rapporto degli esiti.

Prova la verifica indirizzo

Premi Random e guarda un indirizzo dell'archivio normalizzato, con ogni correzione spiegata campo per campo.

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